Gambero americano, Orconectes limosus

Crostaceo decapode d’acqua dolce appartenente alla famiglia dei Cambaridae.
Originario degli stati orientali nord-americani (dal Nord del Canada allo stato di Washington, da Est Oceano Atlantico fino ad ovest nello stato della Virginia) è giunto in Europa ad opera dell’uomo sul finire del XIX secolo con l’introduzione nella zona di confluenza tra fiume Warta e Oder, confine tra Polonia e Germania, andando rapidamente a diffondersi e naturalizzarsi.
Infatti ormai risulta presenza consolidata in Francia, Spagna Svizzera, parte di Germania ed Austria, Belgio e Polonia.
Pare essere arrivato anche nella C.S.I e Inghilterra meridionale.
Il primo avvistamento in Italia risale al 1991 nel Lago di Iseo, passando nel bacino del Po nel 1992 dopodiché una rapidissima diffusione per la penisola che manca ancora di dati e mappature completi del fenomeno.
Per ora è presenza accertata in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Umbria e Lazio.
I primi rilasci della specie dovrebbero essere avvenuti assieme a stock ittici provenienti da altri paesi d’Europa.
Il gambero americano predilige corsi d’acqua a lento scorrimento con fondo melmoso, stagni e laghi, ruscelli, compresi ambienti con qualità scadenti, scarsamente ossigenati ed inquinati.
E’ in grado di adattarsi a fondi di ghiaia e ciottoli.
Spesso confuso con il nostrano Austropotamobius pallipes presenta un carapace con varietà cromatiche intraspecifiche, dalla colorazione marrone o grigio scuro con tendenze al verde scuro o arancio, reca su dorso e addome tipiche macchie rosse in alcuni casi celeste/bluastro.

Gambero americano, Orconectes limosus

L’esemplare in foto proviene dalla vasta popolazione presente nel Lago di Canterno (FR)

Raggiunge gli undici centimetri, nei maschi le chele sono più sviluppate.
Nel corso della vita attua diverse volte la muta ed in questo periodo, dati i tessuti più molli esposti, è vulnerabile.
In natura il gambero americano è più attivo nelle ore notturne.
Possiede un tasso di accrescimento elevato ed aggressività spinta.
La riproduzione che può avvenire più di una volta l’anno va da settembre ad ottobre.
La maturità sessuale è raggiunta precocemente e porta ad una prole numerosa.
Detrivoro ed onnivoro smuove il fondo alla ricerca di sostanze organiche in decomposizione, vegetali e preda anche bivalvi, lombrichi, lumache, uova di pesce.
Con la sua alimentazione reca danno alle popolazione di gamberi nostrani per sovrapposizione alimentare portando a decimazione per competizione.
E’ per di più resistente all’agente patogeno della peste dei gamberi, fungo Aphanomyces astaci, infezione letale per le specie di gamberi europei.
Infatti il gambero americano è in grado di immagazzinare il micelio per proteggersi andando a divenire portatore sano disperdendo ulteriormente la peste.
Le spore diffuse in acqua possono essere rintracciate anche sulle piume degli uccelli e sul pelo degli animali che frequentano i loro ambienti e sul muco dei pesci.
Da qui la diffusione anche in località non ancora raggiunte direttamente da questi alloctoni, magari acque di buona qualità dove esistono le isolate resistenze di gamberi nostrani.
Le popolazioni di gamberi autoctoni che vengono a contatto con questo patogeno vengono completamente decimate in breve tempo senza alcuna possibilità di cura.
In natura tra i suoi predatori ci sono aironi e lucci.
In acquario d’acqua fredda è ormai frequentemente allevato dimostrando grande motilità sia diurna che notturna, occupando solo il fondo delle vasche dove vanno forniti nascondigli come tegole e noci di cocco.
Vengono nutriti con cibo in stick da fondo, verdure, piccole parti di pollo o pesce, esche per la pesca come lombrichi, camole o altro.
Facili da mantenere perché resistenti, rappresentano un allevamento alla portata di tutti adattandosi a temperature prossime allo zero fino ad elevate di 30 gradi.
In basa alle temperature possono anche andare in riproduzione durante tutto l’anno.
Va evitato di farli convivere con molluschi, altri crostacei e pesci lenti o di piccole dimensioni per evitarne la predazione.
Grandi scavatori con la passione dell’architettura del paesaggio, in stile campo di battaglia, portano anche alla distruzione della componente verde eradicando e tramutando in cibo le piante.
Per non rinunciare al verde si può optare per piante galleggianti messe lontano dalla loro portata.
Come per altri tipi di gamberi allevabili vanno prese precauzioni contro possibili fughe dalla vasca.
La diffusione dell’allevamento del Orconectes limosus ed altri alloctoni come pet, anche in considerazione della prole abbondante, porta il rischio di ulteriori sconsiderati rilasci in natura con conseguenze non rimediabili.
In oltre i cambi d’acqua nelle vasche che li ospitano potrebbero contribuire alla diffusione del fungo di cui è portatore? Certo data la loro adattabilità c’è il rischio di liberare qualche giovanissimo gambero americano con alte possibilità che sopravviva, considerata la resistenza della specie.

N.B. specie di cui è attualmente vietata vendita e detenzione a causa delle problematiche d’ invasività, vedi: ELENCO DELLE SPECIE INVASIVE ANIMALI E VEGETALI DI RILEVANZA UNIONALE (link esterno).

Emilio Martiello
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