Perca fluviatilis, persico reale, pesce persico

Percide originario di Asia Minore e regioni settentrionali ed Europa centro-settentrionale, Spagna esclusa, fino alla Siberia.
Il suo areale di diffusione si è espanso ad opera dell’uomo anche in Australia ed Africa.
Per taluni autori in Italia la specie era nativa del distretto Padano-Veneto, tuttavia questa teoria trova molti detrattori, la IUCN pone fine alle domande “Areale Geografico-Distribuzione: Specie introdotta in Italia” .

L’introduzion nel lago di Garda si fa risalire agli anni ’30 del ‘900.
Specie moderatamente euralina, è comune nel Mar Baltico in quanto dotato di bassa salinità, nelle zone più a nord del suo areale frequenta anche lagune salmastre ed estuari.
Predilige ambienti dalle correnti deboli con fondali di sassi e rocce anche se non disdegna fondali con presenza di vegetazione.
Il corpo si presenta di forma ovale e leggermente compresso sui lati.

Perca-fluvialis

Due giovani esemplari di Perca fluvialis

Un dorso arcuato dopo la piccola testa a formare uno scalino sulla quale sommità si erge la pinna dorsale dotata di 13-18 raggi aculeiformi, divisa da questa inizia la seconda pinna dorsale composta da raggi molli ad eccezione del primo raggio che è spinoso.
Spesso è presente una macchia scura alla fine della prima pinna dorsale.
Coda leggermente forcuta, pinna anale e le ventrali sono rossastre.
Il dorso è verde brunastro, di tonalità grigie sono i fianchi solcati da 5 a 8 striature scure che possono formare una Y, il ventre è bianco.
La bocca è ampia e armata di piccoli denti rivolti all’indietro per avvantaggiare la presa sulle prede.
L’opercolo branchiale è fornito di una robusta spina appuntita.
In rari casi arriva a misurare 50 cm.
Gregario in fase giovanile forma nutriti banchi che si aggirano lungo le coste, in età adulta assume un comportamento individuale tuttavia può frequentare branchi nelle zone che popola.
Di norma la maturità sessuale viene raggiunta intorno al secondo anno di vita.
La riproduzione avviene in base alla temperatura che deve aver raggiunto i 6° C, in primavera tra aprile e maggio per l’Italia e nei mesi successivi per le popolazioni più a nord.
I branchi dei maschi che raggiungono le aree di frega, zone con vegetazione sommersa, rami e radici delle acque dolci, assumono tonalità più intense rispetto alle femmine che arrivano in seguito.
Si formeranno gruppi di più maschi intorno ad una femmina, le uova verranno espulse in nastri gelatinosi di 2 cm lunghi fino a 100 e rapidamente avverrà la fecondazione da uno o più maschi.
La quantità di uova emesse dipende dalle dimensioni della femmina e può raggiungere un massimo di 300.000 unità.
I filamenti di uova aderiscono al substrato e vengono poi lasciate senza cure parentali.
Alla schiusa, 2 – 3 settimane dopo, le larve già capaci di nuotare si alimenteranno con organismi planctonici e verranno in parte diffuse dalla corrente.
All’arrivo dell’autunno i giovani avranno raggiunto la dimensione di 6-8 cm, in estate dai 9-13 cm.
Ai circa 14-17 cm del secondo anno di vita avranno ormai raggiunto la maturità sessuale.
Da adulto è un predatore vorace che ha un’alimentazione composta da altri pesci, crostacei e invertebrati acquatici.
Il periodo di maggior attività predatoria avviene nei mesi primaverili ed estivi riducendosi a partire dall’autunno a livelli di mantenimento.
Nelle località dove l’economia del territorio è legata alla pesca di questo percide, per favorirne la riproduzione e poterne trarre risorsa, vengono realizzati substrati artificiali con l’ausilio di fascine affondate in modo da aumentare le zone adatte alla deposizione.
Nella provincia di Novara vengono reimpiegati recuperando l’accoppiamento risicoltura / ittiocoltura.
Anche in acquario non accetta altro che cibo vivo ed un’alimentazione varia non può mancare per venire incontro alle sue necessità nutrizionali.
Data la taglia che raggiunge sono necessari almeno 100 litri o oltre per ogni individuo.
Per il carattere aggressivo è difficile farlo convivere con altri pesci.
La presenza di più individui all’interno della stessa vasca migliora le condizioni di vita della specie.
L’allevamento di più esemplari può generare concorrenza alimentare con sovralimentazione di individui alfa e sottoalimentazione a discapito di altri soggetti.
La spiccata aggressività della specie anche verso prede al di fuori della loro portata va tenuta in considerazione per evitare che si possano strozzare con la preda in bocca.
La riproduzione in acquario può essere tentata immettendo 2 femmine per un maschio in un acquario riccamente piantumato oppure fornito di un intrico di rami per la posa dei nastri di uova.
Entro il periodo di schiusa vanno rimossi i genitori dalla vasca evitando il cannibalismo.
Fattori di stress possono portare alla manifestazione di infezioni fungine o batteriche.
La specie è soggetta a numerosi parassiti tra cui il verme Diphyllobothrium latum (fam. Cestodi), crostacei Argulus foliaceus e Achtheres percarum, Ichthyobdella percae (fam. irudinei), larve di Eustrongylides excisus (fam. Nematodi), Trypanosoma percae (fam. protozoi), Piscicola geometra (fam. anellidi).
Dunque non è dei più facili tra i pesci da tenere in cattività o perlomeno è auspicabile una esperienza pregressa per l’acquariofilo interessato al suo allevamento.
Emilio Martiello
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