Crostaceo decapode della famiglia dei Cambaridi originario degli stati centro-meridionali del nord America, ha allargato il suo areale al resto degli Stati Uniti.
Oggi è diffuso in ogni continente (eccetto Antartide e Australia) a sfavore di ambienti acquatici, flora e fauna. E’ il gambero più diffuso al mondo.
Allevamenti con lo scopo di commercializzare un prodotto alimentare sono sorti in ogni nazione, al seguito delle fughe verificatesi o di ignoranti rilasci volontari questa specie dalla grande adattabilità è diventata pressoché onnipresente in fossi, fiumi, stagni, laghi, paludi.

In Italia ci si accorse di questa invasione solo nel 1995 ma erano allevati già in Piemonte nel 1989.
Arrivarono vicino al lago di Massaciuccoli in provincia di Lucca tra il 1991 e il 1992 per essere allevati, poi probabilmente a causa di un alluvione si riversarono nel lago.
In soli 3 anni la popolazione esplose raggiungendo l’elevata densità che portò numerosi esemplari ad uscire dalle acque del lago e vagare in cerca di altri territori riversandosi sulle strade, entrando persino nei giardini e nelle case di residenti allarmati e sconcertati che poterono solo chiamare la Polizia Municipale.
Da qui all’infestazione generalizzata nel resto della penisola (isole comprese) non ci volle molto, perché oltre alla capacità di muoversi propria della specie, i pescatori professionisti commercializzavano il prodotto vivo inviandolo nelle altre regioni, assieme a loro i pescatori dilettanti contribuirono alla diffusione ormai dilagante.
Il gambero della Louisiana non presenta particolari esigenze nelle caratteristiche ambientali, sopportando anche acque inquinate ha molteplici possibilità di prosperare dove per altre specie è impossibile stabilirsi.
Sono poi notevoli gli spostamenti che può effettuare al di fuori dall’ambiente acquatico.
Per anni è stato venduto come animale d’acquario aumentando il rischio di immissioni volontarie o accidentali, ciò fino a tempi recentissimi. E’ del 2014 la legge europea 1143 che ne vieta la vendita, lo scambio, il trasporto, la detenzione e il rilascio in natura di questa specie e affini.
Dal veloce accrescimento ha vita breve di 12-18 mesi, dopo aver raggiunto veloce la maturità tra 3 – 5 mesi possiede elevata fecondità producendo circa 600 uova per volta 1 – 2 volte l’anno nelle zone temperate.

Sono variabili le dimensioni che vanno dai 10 ai 20 cm, presenta cefalotorace granuloso; rostro stretto e breve a forma triangolare; bande scure sulla parte dorsale; chele con ganasce rugose, uncinate con spinule e tubercoli; sul carpopodite dei due chelipedi possiede uno sperone arcuato.
Nel periodo giovanile la colorazione è marrone, grigia, o verdognola, per poi divenire bruno-rossa a maturità sessuale.
E’ di fatto l’acerrimo nemico degli ambienti in cui riesce ad arrivare o viene introdotto:
-causa danni alle sponde e agli argini con lo scavo di tane e gallerie.
-si nutre di qualsiasi organismo vegetale o animale alla sua portata (insetti, molluschi, crostacei, anfibi, pesci di cui anche uova e avannotti) portando ad un calo irrimediabile di biodiversità.
-è portatore sano della peste del gambero, l’afanomicosi (Aphanomyces astaci), patologia dei gamberi d’acqua dolce che sta causando il declino delle specie indigene d’Europa, compreso il nostro raro ed endemico Austropotamobius pallipes, da qui il nome gambero killer.
In acque pulite viene pescato e mangiato andando a sostituire quasi del tutto il consumo di specie nostrane sempre meno presenti.
Non può certo finire sulle tavole quando si tratta di esemplari prelevati in acque inquinate trattandosi di accumulatori di metalli pesanti.
Il Procambarus clarkii è una specie ormai vietata, non ha alcun senso riportare note sul suo allevamento, anzi, se ne sconsiglia assolutamente la pratica.
Ci si chiede, considerando l’estrema facilità con cui si fanno catturare (complici il loro opportunismo e l’appetito generalista), se si sta facendo a sufficienza per contenerne il numero.
Emilio Martiello
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